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PARLIAMO DI NOI:
CHI SIAMO
Azione Giovani è l' organizzazione giovanile che
si richiama ad Alleanza Nazionale in modo critico e propositivo,
tenendo fede alle proprie finalità.
Rappresenta attualmente la maggiore organizzazione politica
giovanile in Italia, con centinaia di sedi, decine di migliaia di
iscritti e un radicamento in città, scuole e università su tutto il
territorio nazionale.
Nella realtà locale cuneese, la realizzazione di questo sito
internet è il primo, grande traguardo tra quelli che la dirigenza
provinciale si pose, nel febbraio 2004, alla vigilia di quel
congresso che tutti noi abbiamo considerato un "rito di
rifondazione" ed un' assunzione di responsabilità per il movimento.
Centrato questo obiettivo, intendiamo proseguire con la
realizzazione, nei prossimi mesi, della nuova campagna di
tesseramento, del periodico di Ag Cuneo e dei corsi di formazione
autonomi.
La Provincia di Cuneo, da sempre propensa più al "quieto vivere" che
non alle lotte politiche di qualsiasi specie e colore, non è una
zona di facili successi per un movimento giovanile come il nostro,
votato ad imporsi con la forza delle idee, senza lasciarsi
trascinare dalla corrente.
Tuttavia, sappiamo che vi sono sempre spazi di crescita e
possibilità da sfruttare per chi voglia impegnarsi nella costruzione
di un' autentica Comunità Militante, qualcosa che possa andare più
in alto e più in là di una aggregazione temporanea o di un "comitato
elettorale" all' americana.
Comunità Militante come luogo di formazione, di crescita, di
proposta, in una società postmoderna sempre più atomizzata e privata
di spazi per incontrarsi con idee e persone che non si arrendono al
conformismo.
Comunità Militante per offrire un' alternativa a quanti credono che
la vita non sia soltanto "pensare a guadagnare i soldi per tornare
l' indomani a lavorare" (come cantano i 270bis, uno dei "nostri"
gruppi più conosciuti).
Comunità Militante per lanciare una sfida a tutto ciò che non ci
piace e affermare la fedeltà a quei valori senza tempo dell'
Identità, della Tradizione e della Solidarietà Sociale sui quali si
è forgiata, nei millenni, la Civiltà Europea.
DA DOVE VENIAMO
Azione Giovani è erede di una grande tradizione
politica, e la difende respingendo sia le derive nostalgiche che il
trasformismo interessato.
Sin dalla nascita del Movimento Sociale Italiano ("antenato" di An),
le associazioni giovanili ad esso contigue si sono distinte per
vivacità e spirito d' iniziativa, rappresentando la "coscienza
critica" rispetto al "partito dei grandi".
La prima esperienza in questo senso è quella del Raggruppamento
Giovanile Studenti e Lavoratori che nasce, nel 1949, con l' intento
di riunire riviste e movimenti studenteschi vicini al Msi in un'
unica organizzazione, protagonista di notevoli successi nel decennio
successivo.
Tra i giovani militanti è da subito radicatissimo l' entusiasmo per
le idee di Julius Evola (senz' altro il pensatore più influente
dell' "area"), portatore di una visione del mondo "tradizionalista":
incentrato sull' opposizione tra i concetti di "Tradizione" e
"Modernità" e su una teoria ciclica della Storia (vista come una
progressiva regressione fino all' "età oscura" odierna), il pensiero
evoliano si caratterizza con un' etica aristocratica e spirituale,
in opposizione al materialismo di cui sono portatori tanto il
liberalismo quanto il comunismo.
Riscuotono grande interesse anche le suggestioni dei "socialisti
nazionali", i cosiddetti "fascisti rossi" che, richiamandosi all'
esperienza della Rsi, puntano a mantenere il Msi estraneo ad una
logica di appartenenza alla "destra" e - coerentemente con i
principi sanciti alla fondazione del partito - osteggiano qualsiasi
affiancamento a forze conservatrici e atlantiste in nome della
fedeltà agli ideali antioccidentalisti e sociali del primo Msi.
I rapporti con queste due opposte correnti "eretiche" (che
rappresenteranno infatti l' opposizione alla maggioranza di
Michelini e Almirante), oltre alla costante volontà di affrancamento
dalle gerarchie del Msi, rappresenteranno da subito un elemento di
contrasto con la dirigenza dei "grandi".
A Trieste, durante i moti del 1953 per la riannessione della città
all' Italia, sei studenti della "gioventù nazionale" perdono la vita
negli scontri di piazza con la polizia anglo-americana che
amministrava il capoluogo giuliano.
Nel 1956, durante le proteste contro l' intervento dell' Urss in
Ungheria, i liceali della Giovane Italia e gli universitari del
Fronte Universitario di Azione Nazionale (organizzazioni nate nel
1950 in seno al Rgsl) assumono per la prima volta il controllo delle
piazze, con cortei e scioperi di protesta: le liste studentesche e
universitarie raccolgono in questo periodo vasti consensi.
Negli Anni Sessanta, il movimentismo giovanile entra in una fase di
stasi, dovuta al permanere, nel Msi, di una gestione grigia e
burocratica; allo scoppio della contestazione studentesca del
Sessantotto, gli errori di valutazione della dirigenza missina
impediscono ai frontisti di farsi nuovamente interpreti del disagio
giovanile e della volontà di cambiamento.
Nel 1971 una nuova organizzazione unifica e rivitalizza il Rgsl e la
Giovane Italia: è il Fronte della Gioventù, destinato a
rappresentare la più significativa esperienza aggregativa nella
vicenda cinquantennale del Msi e di An.
Il decennio Settanta è infatti il più travagliato ma anche il più
ricco di fermenti: la "ghettizzazione" e le reiterate richieste di
scioglimento del Msi, la campagna di "antifascismo militante"
inaugurata dalle forze della sinistra extraparlamentare con l'
accondiscendenza dei partiti dell' "arco costituzionale" e la
scissione interna del gruppo filodemocristiano di "Democrazia
Nazionale" segnano profondamente le vicende del FdG.
Braccati dalla "caccia al fascista" che si scatena nelle università
e negli istituti superiori (culminando in una trentina di omicidi
politici di cui si rendono responsabili tanto gli estremisti di
sinistra quanto le forze di polizia), impossibilitati a far sentire
la propria voce all' interno del loro stesso partito e desiderosi di
"non perdere il treno" della contestazione giovanile, i frontisti
più consapevoli si organizzano attorno al progetto della "Nuova
Destra".
La "Nuova Destra" - capitanata dal dirigente fiorentino Marco Tarchi
- segna il primo tentativo per "uscire dal tunnel del neofascismo",
attraverso il rifiuto di fossilizzarsi nella nostalgia per il regime
mussoliniano e l' apertura ai cambiamenti in atto nella società
italiana e nella gioventù del Settantasette.
I giovani "non conformisti" aderenti alla corrente di Tarchi
rivoluzionano completamente le tematiche, gli orientamenti e i
valori del loro ambiente: introducono simboli e suggestioni poi
divenuti un punto di riferimento costante (si pensi alla croce
celtica, simbolo della civiltà europea e delle sue tradizioni
millenarie), propongono filoni di pensiero dimenticati e autori
sconosciuti (su tutti J.R.R. Tolkien), rinnovano l' immagine e la
mentalità stessa di un' area troppo a lungo prigioniera di tic
mentali e pregiudizi anacronistici.
In nome dell' opposizione alla morale perbenista, americanista e
reazionaria di certa "destra", tra il 1974 e il 1981 la Nd organizza
convegni culturali, raduni comunitari (i celebri "Campi Hobbit"),
concerti, gruppi di ricerca ecologica e riviste underground come l'
indimenticata "La voce della fogna".
Prevale la volontà di rinnovare un partito prigioniero dell'
infausto motto "quando sento parlare di cultura estraggo la
pistola", concentrandosi sulla metapolitica anzichè su uno sterile
autocompatimento propagandistico.
Con la scissione della Nd e il "riflusso" degli Anni Ottanta, il FdG
rientra in un periodo di crisi: allo scopo di condurre il partito
fuori dall' immobilismo della segreteria Almirante, le forze
giovanili di opposizione si coagulano intorno al progetto di Pino
Rauti, dirigente missino che - dismesse le posizioni estremistiche
dei decenni precedenti - propone ora una linea "nazionalpopolare" e
movimentistica per modernizzare un Msi in declino.
Tra il 1989 e il 1991 Gianni Alemanno, leader dei giovani rautiani,
è segretario del FdG: il movimento riprende quota, segnalandosi per
un rinnovato protagonismo studentesco (dovuto all' affermarsi di
"Fare Fronte", la nuova organizzazione "parallela" del Fronte) e per
un' intensa attività progettuale, che rielabora parzialmente le tesi
della Nuova Destra.
Il mondo giovanile missino è profondamente cambiato: al nazionalismo
fuori dal tempo si preferisce un convinto europeismo in opposizione
alla logica della "guerra fredda" (famoso lo slogan "ne' vodka ne'
Coca Cola"), al nostalgismo una volontà di vivere nel proprio tempo,
all' occidentalismo filoamericano la consapevolezza che la Nato e l'
Europa sono entità incompatibili; l' attenzione all' ecologia e alle
identità locali si fa più marcata.
L' avvenimento più simbolico di questo periodo è la vivace protesta
contro la visita del presidente americano Bush a Roma, nel 1990:
alcuni militanti, tra i quali lo stesso segretario Alemanno,
verranno arrestati con grande clamore.
Le forzate dimissioni di Alemanno fanno tornare il FdG all'
immobilità, fino alla trasformazione del Msi in An che determina lo
scioglimento del movimento giovanile e la sua ricostituzione sotto
la denominazione di Azione Giovani.
Il primo congresso di Ag, tenutosi a Rieti nel 1996, vede la
corrente conservatrice di Basilio Catanoso prevalere di stretta
misura su quella movimentista di Alberto Arrighi, erede diretta del
progetto alemanniano.
Dopo otto anni, un nuovo congresso nazionale (Viterbo 2004) ha
quindi posto fine ad un lungo periodo di commissariamento e di
ingessatura burocratica: Giorgia Meloni, appoggiata dalla corrente
di maggioranza, si è imposta su Carlo Fidanza per una decina di
voti.
Entrambe le componenti si sono espresse contro la guerra in Iraq e
la costruzione del muro in Palestina, a favore di un' Europa
indipendente dai dettami degli Usa e promotrice del dialogo tra
culture e religioni diverse.
Tra le campagne nazionali degli ultimi mesi, hanno riscosso
particolare successo quella contro gli Ogm nell' agricoltura
(conclusasi con l' approvazione della legge sulle coltivazioni
transgeniche) e quella per l' istituzione della "giornata del
ricordo" sulle foibe, nella ricorrenza dei cinquant' anni dalla
riannessione definitiva di Trieste all' Italia.
Quanto all' istruzione, rimangono diverse perplessità sulla nuova
riforma in via di attuazione ma, soprattutto, la volontà di lottare
oggi e domani per le rivendicazioni di sempre: per l' abolizione del
libro di testo obbligatorio, per la soluzione del problema
caro-libri, per la pari rappresentanza di studenti e professori
negli organi collegiali, per un' università a misura di studente e
per una scuola attenta alle tradizioni dei popoli e delle culture d'
Europa.
COME LA PENSIAMO
Azione Giovani propone una visione del mondo:
IDENTITARIA - Perchè la lotta alla globalizzazione
massificante, all' omologazione consumistica, all' annientamento
delle tradizioni, passa attraverso la riscoperta delle radici
culturali dei popoli e delle nazioni, le identità profonde sulle
quali si fondano la nostra storia e la nostra civiltà
SOCIALE - Perchè il sistema liberal-capitalista si basa su
uno sfruttamento insostenibile dell' uomo, della natura e della
società, ed occorre rispondere ad esso mostrandone le storture,
proponendo modelli di sviluppo alternativi, riaffermando i diritti
dei lavoratori e dei ceti deboli
TRADIZIONALE - Perchè il materialismo postcomunista e
neoliberale non può rispondere alle necessità spirituali dell' uomo,
spingendoci invece a riaffermare con forza la nostra fede in valori
senza tempo, contro lo svuotamento delle coscienze, il mito del
progresso e la logica del profitto
RIVOLUZIONARIA - Perchè un meccanismo che vuole annientare la
passione civile mettendo a tacere le voci in dissenso va combattuto
con spirito rivoluzionario, proclamando il primato della politica
sull' economia e denunciando l' avidità delle multinazionali e l'
ipocrisia dei mass-media
ANTICONFORMISTA - Perchè la volontà di differenziarci dalla
massa indistinta, anonima e amorfa ci caratterizza, portandoci su
posizioni non conformiste, pronti a reagire alle bugie di regime, a
schierarci a fianco di comunità e persone in lotta per i propri
diritti, a batterci per un mondo migliore.
se credi che quello attuale non sia "il
migliore dei mondi possibili"...
se intendi far sentire il tuo dissenso contro tutto ciò che non
funziona...
se pensi che valga la pena di battersi per cambiare la scuola e la
società...
ENTRA IN AZIONE!

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